ANELLO MADONNA DI GUADALUPE REGOLABILE SILVER E GOLD IN ACCIAIO

RJSR148

Nuovo prodotto

ANELLO MADONNA DI GUADALUPE REGOLABILE SILVER/GOLD ACCIAIO 316L

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Scheda tecnica

SPECIFICHE PRODOTTO MISURE COPERTE :08-10-12-14-16-18-20-22-24-26 ITA Peso : 3.5 g

Dettagli

Anello regolabile bicolore realizzato in acciaio chirurgico. Il massimo della resistenza e inalterabilità . L' anello creato per durare nel tempo. Inoltre essendo un acciaio 316l è anallergico.

Descrizione:

Al 1666 risale anche il più antico esame scientifico dell’immagine “impressa” sulla tilma. Essa è costituita da due teli di ayate – un rozzo tessuto di fibre d’agave, usato in Messico dagli indios poveri per fabbricare abiti – cuciti insieme con filo sottile. Su di essa si vede l’immagine della Vergine, di dimensioni leggermente inferiori al naturale – la statura è di 143 centimetri – e di carnagione un po’ scura, donde l’appellativo popolare messicano di Virgen Morena o Morenita, circondata dai raggi del sole e con la luna sotto i suoi piedi, secondo la figura della Donna dell’Apocalisse. I tratti del volto non sono né di tipo europeo né di tipo indio, ma piuttosto meticcio – cosa “profetica” al tempo dell’apparizione – così che oggi, dopo secoli di commistioni fra le due razze, la Vergine di Guadalupe appare tipicamente “messicana”. Sotto la falce argentata della luna un angelo, le cui ali sono ornate di lunghe penne rosse, bianche e verdi, sorregge la Vergine che, sotto un manto verde-azzurro coperto di stelle dorate, indossa una tunica rosa “ricamata” di fiori in boccio dai contorni dorati e stretta sopra la vita da una cintura color viola scuro: questa cintura – il “segno di riconoscimento”, presso gli Aztechi, delle donne incinte – indica che la Vergine è in procinto di donare agli uomini il Salvatore.

I risultati degli esami compiuti su questa immagine dai pittori e dagli esperti nel 1666 sono i seguenti: è assolutamente impossibile che un’immagine così nitida sia stata dipinta a olio o a tempera sull’ayate, data la completa mancanza di preparazione di fondo; che il clima del luogo in cui l’immagine è stata esposta, senza alcuna protezione, per centotrentacinque anni è tale da distruggere in un tempo più breve qualsiasi pittura, anche se dipinta su tela di buona qualità e ben prepa rata, a differenza del rozzo ayate della tilma di Juan Diego. Gli studi scientifici sull’immagine e sull’ayate proseguono nei secoli successivi fino ai giorni nostri.

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